Buoncompleanno Metrolografix!

Per rosicare: http://mo20.olografix.org/

Incolliamo da qui:http://comune-info.net/2014/12/ritorno-ad-futuro-hacker/

Il ritorno a un futuro che non ti aspetti

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di Marco Trotta

“Un tempo dovevamo insegnare a configurare un modem per collegarsi alla rete, oggi ci tocca spiegare che scrivere qualcosa nel proprio profilo di facebook vuol dire farlo in una piazza pubblica”. È cambiata molto l’informatica e la telematica negli ultimi anni in Italia. Ma non è cambiato l’atteggiamento di chi ha sempre avuto uno sguardo critico e consapevole di questo mondo a partire da un punto di vista di parte: quello degli hacker.

L’occasione per incontrare questi hacker e discutere dei cambiamenti e delle novità è stato il ventennale di una delle più datate associazioni di hacking in Italia, la Metro Olografix. Il nome è un omaggio a Neuromante di William Gibson che inventò il neologismo “cyberspazio” e Mo20-Zero Day, la due giorni organizzata a Pescara, è stato il momento per condividere un racconto a cavallo tra storia e nuove frontiere. Porsi tra passato e futuro rappresenta una scelta obbligata per Metro Olografix che fin dalla metà degli anni Novanta è stata capace di riunire “smanettoni” che venivano dallo scoutismo quanto dal cyberpunk. “La cosa che ci univa – ha raccontato Stefano Chiccarelli, il primo presidente dell’associazione – era la passione per i primi computer che riuscivamo a collegare in rete e per il futuro di opportunità e risorse che promettevano”. Molte di quelle promesse sono poi diventate reali. Tra luci e ombre. “I discorsi che facevamo durante le prime riunioni in pizzeria – ha raccontato Chiccarelli – alle orecchie di chi avevamo intorno sembravano dialoghi tra marziani. Oggi la parola nerd è diventata di moda. Si vende anche sulle magliette. Molti di noi hanno trasformato quella passione in carriera professionale e oggi siamo avvocati, consulenti di sicurezza informatica, programmatori”.

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Ma la passione è rimasta e l’associazione continua a portare avanti la sua missione di alfabetizzazione informatica e di laboratorio dove discutere di cultura, creatività, software libero. “Siamo stati i primi, nel ’97 a presentare una bozza di codice di autoregolamentazione dei servizi di internet – ha spiegato all’apertura dei lavori l’attuale presidente, Lucia Zappacosta – Per questo abbiamo intitolato il seminario Back to the future – Ritorno al futuro. Oggi infatti qualcosa di simile, la Dichiarazione dei Diritti di Internet”, viene discussa nel parlamento italiano. In questi anni la politica è stata spesso distratta. Noi pensiamo che per affrontare questi temi servano la condivisione di idee e progetti nell’interesse collettivo”. Ma l’idea della carta presentata alla Camera dei deputati da alcuni promotori come Stefano Rodotà e in discussione pubblica on line dal 27 ottobre, non piace molto ad Andrea Monti. Monti è stato uno dei soci fondatori di Metro Olografix e oggi è un avvocato specializzato in temi di giurisprudenza informatica. “È come discutere della carta dei diritti del tostapane o del frigorifero – ha spiegato alla platea – L’equivoco culturale nasce dal fatto di non riconoscere che i diritti valgono nel mondo on-line come in quello off-line e sono già sanciti dalla nostra Costituzione e dai trattati dell’Onu. Quello che è mancato in questi anni è la tutela pratica di questi diritti, mentre abbiamo assistito a sequestri di server (impedendo l’accesso) e a sconti di pena per i “pentiti” di reati contro il diritto d’autore. La questione non è molto diversa dalla logica della legislazione contro la mafia”.

Temi di cui si dibatte da tempo, in verità. Ne ha parlato spesso Giancarlo Livraghi tra i fondatori di Alcei, storica associazione per i diritti in rete, venuto a mancare a marzo di quest’anno. “Era portatore di una visione che cercava il lato umano nelle tecnologie – ha raccontato Monti – che ci permetteva anche di capire perché le persone in rete che comunicano e condividono fanno così paura al potere. Sul suo sito Gandalf.it si possono ancora leggere contributi come “L’Anima e il corpo” o Cassandra. Sono contributi importanti ancora oggi per renderci conto di quanto siamo meno liberi di quanto vogliano farci credere con il mito della rete aperta. I diritti di tutelano con lo stesso coraggio e sacrificio che ci hanno insegnato i milioni di persone morte settant’anni fa per regalarci la nostra Costituzione”.

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Una visione della “Carta dei Diritti” dalla quale dissente Arturo Di Corinto, storico fondatore di Avana BBS, uno dei primi server di discussione online per la telematica amatoriale dei primi anni Novanta al centro sociale Forte Prenestino, oggi giornalista per Wired e La Repubblica. “Proprio per questa esperienza – ha raccontato – ne ho viste tante e posso dire che è importante dare un valore ed un riconoscimento alle nostre libertà o rischiamo di perderle.”

“Nel mondo – ha continuato ancora Di Cortino – ci sono stati già 87 tentativi di scrivere una carta dei diritti della rete. Il Brasile, decima nazione per popolazione e nome per economia, ne ha già una e si chiama Marco Civil. La discussione alla camera da noi ha il merito di permetterci di discutere del tema. È portata avanti da persone come Rodotà che hanno seguito tutti gli Internet Governance Forum promossi dall’Onu, prima a Tunisi con la Carta Tunisi Mon Amour di Fiorello Cortiana, per poi diventare una proposta di “Bill of Rights” (Carta dei Diritti) presentata ad Atene ed in Brasile nel 2007. La carta che si sta discutendo a Roma verrà presentata il prossimo anno in Europa e poi alle Nazioni Unite”. Un riconoscimento istituzionale di temi e proposte in discussione da tempo nella comunità hacker che, per Di Corinto, hanno specifica importanza: “Nel momento in cui si parla di innovazione e tutto sta diventando smart non possiamo farci espropriare delle nostre idee e dobbiamo cercare di fare un passo avanti. Nella Carta ci sono principi per i quali ci siamo sempre battuti: accesso come cittadinanza, neutralità, tutela dei dati personali. Temi oggetto di un pesante attacco da parte di soggetti forti come la Telecom o come Google, Apple e Facebook. I diritti sono delle persone e non della rete e vanno agiti per evitare che si imponga la legge del più forte”. Un’idea di mobilitazione ed attivismo a tutto tondo anche verso i governi e le leggi ingiuste.

Dalla platea Jaromil, altro storico esponente della cultura hacker italiana proveniente da Pescara, ricorda che la libertà di ricerca è oggi messa in discussioni da leggi, come quelle recentemente approvata in Germania, che vietano l’utilizzo privato di alcuni software per la sicurezza informatica, mentre l’intreccio tra interessi statali e multinazionali del settore ha fatto in modo che l’Hacking Team sviluppasse strumenti per il controllo e la repressione dei movimenti in Siria come a Tunisi. E probabilmente anche di quelli in Occidente. Una storia che è arrivata agli onori delle cronache solo grazie a Wikileaks. “Tuttavia – ha risposto Di Corinto – le pressioni dell’opinione pubblica dopo la pubblicazione di quelle informazioni ha fatto in modo che il Parlamento Europeo elaborasse un protocollo per il dual use in modo che qualsiasi tecnologia in commercio venisse classificata sia per il potenziale preventivo che per quello di controllo e di repressione. Non è abbastanza, ma noi dobbiamo continuare a promuovere l’idea della ricerca come gesto d’amore verso i nostri simili quando ne siamo capaci. Per questo elaboriamo e diffondiamo strumenti che sono utili alla collettività”.

La Metro Olografix ha continuato i suoi lavori come il più classico dei raduni hackers con veri e propri seminari e con una festa finale. E come succede in questi casi tutti i materiali verranno pubblicati sul sito della manifestazione. In attesa del prossimo Moca, vero e proprio raduno degli appassionati che previsto per il prossimo anno.

sabato 22 novembre – incontro con i creatori di Scratch!

Learning creative learning
Apprendimento creativo e tecnologia
Un incontro con Mitchel Resnick e Natalie Rusk, MIT Media Lab
sabato 22 novembre, ore 14,30 – 19,00
Aula “Antonio Roversi”
Dipartimento di Scienze dell’Educazione
Centro di ricerca su Educazione, MEdia e Tecnologie (CEMET)
Via Filippo Re 6, Bologna
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Un’occasione di condivisione e confronto aperto per esplorare
l’apprendimento creativo attraverso la formula del BarCamp,
insieme agli ospiti internazionali che guidano la ricerca su Scratch,
il linguaggio di programmazione per bambini più utilizzato al mondo.
In parallelo si svolgerà un CoderDojo,
laboratorio gratuito di informatica creativa per bambini dai 6 anni in su.
I posti sono limitati, per informazioni: http://www.coderdojobologna.it/

“Licenze libere: per il software, ma non solo”

Sabato 22 novembre, alle ore 16.00 alla Biblioteca
Salaborsa, “Licenze libere: per il software, ma non solo”.

Vi invitiamo al nuovo incontro parte del laboratorio di
autodifesa digitale che si tiene due volte al mese
presso la Biblioteca Salaborsa di Bologna.

In collaborazione con ERLUG, CoderDojo Bologna, RaccattaRAEE/OfPCina e RaspiBo,
Riccardo Corrado del FoLUG
presenterà i punti nodali per capire come scegliere ed in
quali occasioni usare licenze libere pensate per il software
(quali GPL e BSD) e per i contenuti di altra natura (quali
le Creative Commons).

Teoria e casi pratici: un talk che vuole essere un dibattito
col pubblico; portate i vostri contributi e dubbi!

La Biblioteca di Salaborsa è in piazza del Nettuno 3
a Bologna: http://osm.org/go/xdUSQIqpr?node=599688245

Maggiori dettagli:
http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/25089

www.ofpcina.net – via solferino 41 Bologna

“Per un’ economia diversa”

“Per un’ economia diversa”

La legge regionale 19/14 per la promozione e il sostegno dell’economia solidale

Lunedì 29 settembre 2014 ore 20.45

Carpi, Casa del volontariato, sala multimediale n. 47 – secondo piano.

L’attuale contesto di crisi economica e sociale porta ad interrogarsi sull’adeguatezza dei modelli di sviluppo economico della nostra società.

In un’ottica di promozione di possibili alternative e di sviluppo di un’economia più attenta alla persona, all’etica e all’utilizzo delle risorse naturali la regione Emilia Romagna il 23 luglio scorso ha approvato la legge 19/14 sulla promozione e il sostegno dell’economia solidale.

Per economia solidale si intende un’economia che non abbia come esclusiva priorità la massimizzazione del profitto, ma che valorizza e tutela le risorse del pianeta, che pratica l’utilizzo sostenibile dei beni comuni (terra, aria, energia, paesaggio, conoscenza), che difende i diritti e il valore del lavoro, che promuove la collaborazione e inclusione di tutti nel processo produttivo articolandosi in reti.

Il riconoscimento attraverso la normativa regionale delle tante realtà già nate dal basso per operare su questi temi può essere un nuovo impulso a realizzare attività economiche alternative che arricchiscano il nostro territorio.

Il seminario intende sviluppare il tema insieme a coloro che hanno portato alla stesura delle legge e agli interlocutori rilevanti del territorio per aprire nuove piste di riflessione e lavoro comune.

La giornata è realizzata nell’ambito del progetto “Vulnerabilità” in collaborazione con le associazioni del tavolo regionale.

La legge 19/14: come nasce e cosa dice

Interverranno:

Thomas Casadei

Consigliere Regionale

CRESER

Coordinamento Regionale per l’Economia Solidale in Emilia Romagna

Modera Cristina Muzzioli

Il seminario sarà attivato solo al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti, occorre pertanto segnalare la propria presenza ai recapiti sotto riportati. La partecipazione è gratuita.

Centro Servizi Volontariato di Modena

Sportello Distretto di Carpi

Tel e Fax 059 652940 – Cell 345 3022533

E- mail: carpi@volontariamo.it

SETTEMBRE 2014! Tutti in sala Borsa!

Fonte: http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/24904

Avete sempre voluto scoprire che cosa si nasconde dentro il vostro computer? Non andate d’accordo col vostro ultimo modello di portatile? Cercate un’alternativa economica e legale a costosi software a pagamento? Vorreste resuscitare il vecchio pc abbandonato in cantina? Vostro figlio ha partecipato a un Coderdojo ma si è bloccato davanti a un problema insolubile?

Se vi riconoscete in domande di questo tipo, ma anche se siete incuriositi dall’elettronica, dall’idea di costruire o riparare cose con le vostre mani, e vorreste trovare persone con le vostre stesse passioni con cui scambiare idee, i laboratori del sabato sono quello che fa per voi.

A partire da sabato 13 settembre, ogni due settimane, dalle 16 alle 19, nella saletta studio al ballatoio potete incontrare dei volontari di associazioni cittadine che si rendono disponibili a risolvere i vostri dubbi, aiutarvi ad aprire il vostro pc, fare piccole riparazioni, darvi consigli sul software libero, iniziarvi ai rudimenti dell’elettronica con piccoli progetti realizzabili da chiunque.

Queste le associazioni e i gruppi che offrono la loro collaborazione alla biblioteca:

> ERLUG (Emilia-Romagna Linux User Group), l’associazione regionale che si occupa di sistemistica e programmazione a partire dal sistema operativo libero Linux.
> RaspiBO, un gruppo informale di appassionati di elettronica ed informatica libera della zona di Bologna. Il loro makerspace si trova a Casalecchio.
> RaccattaRAEE, associazione che si occupa di trashware (recupero di computer vecchi o malfunzionanti), didattica dell’informatica e arte.
> CoderDojo Bologna, organizza corsi di programmazione gratuiti per bambini e ragazzi.

La sala è attrezzata con una rete wifi aperta e prese elettriche. Il laboratorio è aperto a persone di tutte le età e per partecipare è sufficiente una competenza di base di informatica. Non è necessario iscriversi, basta presentarsi dotati di voglia di condividere ed entusiasmo!

Per ogni domanda o suggerimento sul laboratorio potete scrivere un commento. Vi risponderemo prima possibile!